IL BLOG DI KIMAP

Una nuova scuola tecnologica: un importante passo in avanti verso l’educazione all’inclusività

Educazione e progresso digitale: un connubio che può essere messo a servizio della nostra crescita personale e sociale. Scopriamo, ad esempio, il progetto di alternanza scuola-lavoro da cui è nata Kimap City!

Viviamo in una società in cui le tecnologie sono in continua evoluzione; viene da sé che l’educazione e la formazione delle nuove generazioni sia, in primo luogo, mirata alla conoscenza di queste. Nel vasto, per non dire sconfinato, mondo della tecnologia, anche il linguaggio segue un andamento in continua evoluzione. I media, in quanto primi promotori di nuove o riadattate forme di comunicazione, sono diventanti un elemento onnipresente della vita di tutti i giorni. La cosiddetta «Media Education» deve essere finalizzata a sviluppare competenze e pensiero critico sulle categorie dei media tanto dal punto di vista formativo, quanto dal punto di vista didattico e dell’educazione. Viste le premesse, è auspicabile una buona familiarità e, nel migliore dei casi, una buona padronanza delle tecniche e dei linguaggi mediali.

È chiaro che la scuola, in quanto luogo per eccellenza dell’educazione, non può rimanere indietro lasciando spazio a nuove ed improvvisate forme di educazione. In un contesto in costante movimento è cruciale che la scuola non segua la corrente, non si rimodelli a piacere della tendenza, ma che piuttosto aiuti a leggerla ed a comprenderla. In sintesi, la scuola deve mantenere la propria identità, ma allo stesso tempo deve, per così dire, “svecchiarsi” comprendendo l’esigenza di far propri nuovi strumenti e nuove discipline: deve rinnovarsi e sopravvivere all’urto del tempo, ma senza tradire la propria natura.

Insegnare non significa incarnare ciò che si insegna, ma significa mettere di fronte a delle realtà che possono essere considerate in modi diversi, generare consapevolezza e fornire strumenti di comprensione per poter poi, in un secondo momento, agire in autonomia. È importane fare conoscere ai giovani gli aspetti positivi che possono diventare una risorsa per la comunità sociale; ma è anche fondamentale una conoscenza approfondita degli aspetti negativi.

Un chiaro esempio può essere il progetto di alternanza scuola/ lavoro che ha coinvolto ragazzi e ragazze con Kinoa dentro il progetto di Kimap nel trattare tematiche incentrate sull’inclusione e la disabilità. In questo caso le nuove tecnologie, come può essere un videogioco come Fortnite, possono essere utili per la comunicazione e l’apprendimento in un contesto come quello scolastico. I nuovi strumenti tecnologici, come in questo caso, possono essere utilizzati per parlare di temi educativi, sensibilizzare le persone, comunicare con linguaggi semplificati che siano comprensibili ed accessibili a tutti.

La tecnologia può favorire non solo una miglior comunicazione intesa come trasmissione di flussi informativi, ma soprattutto l’apprendimento di chi recepisce le nozioni. Non solo un aiuto all’apprendimento di chi impara, ma anche una mano a chi di mestiere insegna. Una comunicazione multimodale, varie modalità di accesso al sapere, possono permettere una più facile comprensione, dunque una più agevole divulgazione ed insegnamento dei contenuti. Grazie alla digitalizzazione ed alle nuove tecnologie per la didattica, i concetti hanno una rapida diffusione verso un pubblico più ampio.
I nuovi strumenti tecnologici, se adeguatamente integratati, possono diventare uno strumento di apprendimento e approfondimento ulteriore nel processo educativo, non solo in contesto scolastico ma anche in quello domestico o nel sociale. Tutto ciò, almeno per i più, va nella direzione di un maggiore coinvolgimento e nella proposta di esperienze uniche ed innovative, ma altri casi, come persone con particolari difficoltà, si potrebbe presentare come un aiuto fondamentale, un’occasione unica per cambiare la propria vita attraverso un nuovo supporto.

L’integrazione di nuovi strumenti tecnologici, lo studio di questi e delle loro svariate implicazioni viene da sé che debba servire anche a mettere in guardia da quelli che sono i pericoli di una loro fruizione sconsiderata. Di fronte a tutto questo, con ancora maggior forza, è da sostenere e promuovere un ruolo nuovo ed un valore aggiunto all’istituzione scolastica. Chissà che un suo nuovo slancio non possa portare anche ad una rivalutazione più ampia del ruolo della scuola, da tempo dimenticata, e del suo valore, per ciò che è stata, per ciò che è per ciò che potrà ancora essere.

Ripartire dalla scuola non è un valore aggiunto solo per questa ed il perché è facilmente intuibile; ma, per una strana “ironia della sorte”, quando si passa dalla consapevolezza teorica all’atto pratico di un vero e concreto cambiamento, si perde sempre qualche pezzo per strada.

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