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Distruggere le barriere fisiche e informative delle scuole italiane | Ricerca ISTAT

La scuola dovrebbe essere davvero a portata di tutti, il luogo per eccellenza attento alle esigenze di ciascuno. È davvero così? Il rapporto ISTAT relativo allo scorso anno scolastico ci allarma ancora una volta.

La scuola è il posto dove si spiccano i primi voli, per poi formarsi a tuttotondo al di fuori del nucleo familiare: deve essere un servizio pienamente accessibile, senza “se” e senza “ma”.
Eppure la situazione reale non rispecchia questa premessa.

In Italia, addirittura un terzo delle scuole non rispetta le normative in materia d’accessibilità, e al tempo stesso il numero di studenti con disabilità è in crescita senza che vi sia un adeguato corpo docenti di sostegno, né sufficienti supporti digitali.

Pensate che il miglior dato nazionale per ciò che concerne la regolarità normativa in materia d’accessibilità è ottenuto dalla Regione Valle d’Aosta, con un comunque non lusinghiero 58.4% di scuole accessibili sul totale delle strutture presenti.
È allarmante poi che, sempre su scala nazionale, a essere maggiormente in difficoltà siano le strutture delle scuola primaria: gli ostacoli si presentano in maniera massiccia sin dalle elementari, un dato che lascia davvero a bocca aperta.
In generale, al Sud la situazione vede situazioni più gravi rispetto al Nord, e nel complesso il Meridione si attesta sul 31.8% di scuole accessibili contro il 38.5% delle scuole del Settentrione.
La peggior performance assoluta si registra però nella Provincia Autonoma di Bolzano: pensate, solo il 19% delle scuole sul territorio risultano accessibili.

Colmare le barriere fisiche e strumentali che rendono difficoltosa la formazione dei bambini e dei ragazzi con disabilità dovrebbe essere uno dei primari interessi del Paese, tuttavia così non è anche per via del fatto che le questioni legate alla disabilità spesso non sono percepite come di pubblico interesse.

Prestando la giusta attenzione al tema, individuando anzitutto quelle che noi chiamiamo “barriere informative”, è possibile sensibilizzare e porre l’accento sul punto di vista di chi è portatore di disabilità motoria: ripenseremo spazi e servizi se l’inclusività diventerà davvero una problematica vissuta come significativa e fondamentale da parte di tutti.
Perché anche se l’accessibilità è un concreto beneficio a vantaggio di categorie ristrette, la costruzione di spazi inclusivi per la nostra comunità e per i nostri figli deve essere un interesse di tutti.

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Fonte ISTAT

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