Il nostro mondo non è uguale per tutti, specialmente per chi ha una disabilità. Con il termine “disabilità”, secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, si intende una condizione fisica, sensoriale o intellettiva che, quando incontra barriere di qualsiasi natura, può impedire a una persona di partecipare pienamente alla società in condizioni di uguaglianza con gli altri.
Tra le barriere che una persona può incontrare ogni giorno, quelle legate agli spazi fisici sono tra le più concrete e immediate, perché incidono direttamente sulla possibilità di muoversi, entrare nei luoghi e vivere la città in autonomia. La libertà di muoversi è un diritto che non dovremmo dare per scontato: siamo circondati da ostacoli che molti non riescono a vedere, le cosiddette “barriere architettoniche”.
Cosa sono queste barriere? Semplice: qualsiasi elemento costruttivo che impedisce di usufruire liberamente di un certo servizio o di spostarsi senza ostacoli alle persone con disabilità.
Poiché le persone possono avere disabilità di natura ed entità diverse, il concetto di barriera architettonica è relativo: un elemento che può costituire una barriera per qualcuno, può non ostacolare un’altra persona. Questo rende fondamentale mappare e catalogare i diversi tipi di barriere architettoniche, affinché esista un database che mostri la presenza di qualsiasi forma di ostacolo, spiegandone la tipologia.
Ma come si possono individuare le barriere architettoniche?
Non è semplice come si pensa: per le persone che non hanno una disabilità, molte barriere non sono facili da riconoscere come tali. Corridoi eccessivamente stretti possono rappresentare un disagio, ma per persone che, ad esempio, utilizzano una carrozzina, diventano ostacoli impossibili o eccessivamente faticosi da oltrepassare. Anche un banalissimo gradino all’entrata di un qualsiasi luogo (negozio, museo, chiesa, ecc.) può rappresentare una grande sfida.
Diventa dunque necessario sviluppare una certa sensibilità sull’argomento, abituandosi a fare l’esercizio mentale di pensare a come una persona con disabilità, motoria o sensoriale, possa accedere, spostarsi e usufruire di un dato luogo.
Il passo successivo è mappare le barriere architettoniche che incontriamo, che ci vengono segnalate o di cui ci rendiamo conto.
Nello svolgimento delle nostre attività quotidiane, possiamo imbatterci in elementi architettonici ostili o poco accessibili: il nostro compito diventa “mappare” questo tipo di ostacoli, in modo che le persone con disabilità possano essere consapevoli della loro presenza.
Attraverso la nostra app Kimap, ogni utente può segnalare una barriera architettonica, geolocalizzandola. Inoltre, è importante anche spiegare di che tipo di barriera si tratta, il suo posizionamento e altre informazioni specifiche che potrebbero essere utili. In questo modo, gli utenti con disabilità hanno a disposizione una mappa continuamente aggiornata e integrata con nuove informazioni, che può guidarli nella navigazione degli spazi, sia urbani che rurali.
Il team di Kimap sta inoltre lavorando a un nuovo progetto: un metodo di identificazione dell’accessibilità rispetto a tre macro-categorie di disabilità (motoria, visiva, uditiva) in modo da fornire informazioni specifiche utili a usufruire dei luoghi con la consapevolezza delle eventuali barriere e della loro tipologia. Per ora non possiamo dire molto di più ma nei prossimi articoli verrà presentato più nel dettaglio il nuovo progetto: rimanete aggiornati seguendo il blog di Kimap!



