Triride e Kimap – due prodotti che condividono le stesse finalità

 

Negli ultimi anni lo sviluppo tecnologico ha consentito l’immissione sul mercato di nuovi ausili che hanno incrementato in maniera impensabile le possibilità di mobilità e di autonomia dei disabili motori.

Diretto discendente dai mutamenti indotti da questa innovazione tecnologica, Kimap nasce per fornire all’utente le informazioni necessarie per spostarsi autonomamente sul territorio, urbano ed extraurbano, consentendo di sfruttare a pieno le potenzialità degli ausili per la mobilità che utilizza.

Tra i nuovi ausili per la mobilità, il Triride si è sicuramente ritagliato un posto di primo piano: grazie alla sua facilità d’uso, alle sue caratteristiche di autonomia e potenza è stato scelto da migliaia di disabili in sedia a rotelle per i loro spostamenti, urbani ed extraurbani, per lavoro o per svago, soprattutto per turismo. Caratteristiche che fanno di Triride uno degli ausili ideali per mappare con Kimap.

Uno dei modelli Triride

La scorsa settimana abbiamo incontrato Gianni Conte, creatore di Triride, per parlare con lui e con i suoi collaboratori di Kimap e delle sue possibili complementarietà con Triride. Parlare con Gianni Conte è sempre stimolante per la competenza con cui affronta gli aspetti tecnici e quelli imprenditoriali della vicenda Triride.

La storia della nascita e della crescita del suo prodotto è di grande interesse (chi volesse approfondire può andarsi leggere il recentissimo articolo dell’Huffington Post). È una storia interessante non soltanto dal lato umano, ma anche dal lato imprenditoriale: il successo del Triride sembra nutrirsi degli stessi fattori (piccola impresa, rapporti di subfornitura, competenze produttive radicate) che hanno guidato e hanno fatto grande negli anni settanta e ottanta del novecento lo sviluppo industriale italiano.

L’incontro è stato proficuo, utile per mettere in evidenza  similitudini e  punti di contatto fra Triride e Kimap, e per evidenziare come i due prodotti possano risolvere congiuntamente i due problemi dei disabili motori, accessibilità e autonomia negli spostamenti.